Storia del Comune

Piscinas ha origini antichissime, con tracce dal Neolitico. Fu abitata da nuragici, fenici, romani e passò poi sotto Pisa, Aragona e la famiglia Salazar. Il Villino Bice, loro dimora, è oggi tutelato come bene storico.

Descrizione

Il nome Piscinas deriva dal latino “piscinae”, cioè “bacini d’acqua”. La zona, infatti, era caratterizzata da piccole raccolte d’acqua naturali e da un territorio fertile attraversato da corsi d’acqua stagionali, che ne determinarono la vocazione agricola.

Cenni sul Paese

La presenza di uomini nella pianura di Piscinas, a pochi chilometri dal mare, si può ipotizzare nel Neolitico (VII° - VI° millennio a.C.); le testimonianze della grotta de su Benatzu, della grotta di Monte Miana, della roccia di Tatinu, delle Domus de Janas, in territorio limitrofo, ne costituiscono una prova diretta.
Le successive civiltà nuragica e Fenicio-Cartaginese hanno lasciato evidenti tracce e in particolar modo le fortificazioni di Pani Loriga, che servivano a difendere gli insediamenti rurali delle suddette pianure dalle genti dell'interno. In epoca romana fu valorizzata la potenzialità agricola del territorio. Nei secoli VII° - X° d.C. le frequenti incursioni saracene sulle coste e nei paesi vincitori indebolirono sempre più la presenza di Bisanzio con la conseguente formazione dei Giudicati come entità autonome.

Durante il periodo giudicale (XI–XIII secolo), il territorio apparteneva al Giudicato di Cagliari, Curatoria del Sulcis.
Dopo la caduta del giudicato, con la conquista aragonese (XIII–XIV secolo), il territorio passò sotto il sistema feudale, come buona parte della Sardegna meridionale. Piscinas dipendeva dai feudatari che controllavano le terre del Sulcis e che influenzavano pesantemente la vita economica e sociale della popolazione.

Dopo l'anno mille a Piscinas, come in altre località vicine, vi fu la presenza monacale con relativo convento. Dal 1337 la Villa o il Salto di Piscinas compare nelle carte feudali. Successivamente, Guantino de Serra ottenne nel 1355 anche le Ville di Piscinas e Giba. Nel difficile periodo delle rivolte contro la corona d'Aragona risulta che Pietro Milany, catalano, ottenne in Sardegna i feudi un tempo appartenenti alla famiglia Serra, alleata a Mariano IV° d'Arborea, e fra questi Giba e Piscinas. In seguito alla richiesta del 1538 del Sindaco di Iglesias della restituzione dei salti del fu Don Raniero Bellit alla Capitaneria della Città, nel 1587 il Parlamento ne deliberò l'approvazione.
Poco dopo la città di Iglesias vendette il Salto di Piscinas al Magnifico Pietro Salazar. La Villa di Piscinas, data la sua Vicinanza al mare, andò man mano decadendo per le frequenti incursioni Barbariche.
La casa padronale della famiglia Salazar, Villino Bice, è stato acquistata dal Comune di Piscinas nell'anno 2002. La Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività culturali per la Sardegna ha avviato, nel corso dell'anno 2003, l'istruttoria per la emanazione del provvedimento di tutela vincolistica del bene in parola.
Con la nascita del Regno d’Italia, Piscinas rimase frazione del Comune di Giba per più di un secolo.
L’economia era prevalentemente agropastorale; molti abitanti emigrarono verso zone minerarie o in continente in cerca di lavoro, fenomeno comune nel Sulcis

Una tappa fondamentale nella storia locale è la fondazione del Comune di Piscinas nel 1988.
La popolazione, sentendosi culturalmente distinta e distante dal centro amministrativo di Giba, intraprese un percorso per ottenere l’autonomia, motivato da:

  • esigenze di miglior gestione delle risorse locali,
  • identità comunitaria radicata,
  • volontà di valorizzare il territorio rurale e le tradizioni locali.

Da allora, Piscinas è un comune indipendente appartenente alla provincia di Cagliari prima, poi alla provincia di Carbonia-Iglesias, e oggi alla provincia del Sud Sardegna.

Oggi il comune è un piccolo centro del Sulcis (meno di 900 abitanti), noto per:

Paesaggi collinari e campi coltivati

Un ambiente naturale intatto, ideale per passeggiate e per chi ama i ritmi lenti della campagna sarda.

Agriturismi e ospitalità familiare

Accoglienza genuina, cucina tradizionale e prodotti tipici a km zero.

 ✔ Tradizioni ancora vive

Feste religiose, artigianato locale e sapori autentici che raccontano la storia del Sulcis.

Piccolo, autentico, accogliente: un paese che custodisce la semplicità e la bellezza della Sardegna più vera.

Ultimo aggiornamento: 19/11/2025, 09:55

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